Cosa ci possiamo “portare a casa” di questo meraviglioso progetto?
In potenza, le pratiche dell'IRP - o la sua naturale evoluzione, il TEL - possono essere replicate su larga scala anche nelle nostre classi.
Inoltre, c'è una bellissima notizia, che è una vera e propria finestra che si è aperta da poco: la legge del 19 febbraio 2025, n. 22 introduce, per la prima volta, la possibilità di sviluppare le competenze non cognitive nelle scuole italiane. Prevede una sperimentazione triennale nazionale e un piano straordinario di formazione per docenti.
Se si ha tempo e si trovano le risorse economiche, si può andare direttamente negli USA e formarsi con Linda Lantieri, nel programma fellowship TEL. Tuttavia, non è necessario prendere per forza aerei: l'Italia ha sviluppato negli ultimi anni una rete variegata di enti e organizzazioni che si occupano di SEL (Social-Emotional Learning), mindfulness e competenze non cognitive a scuola.
Attenzione, però. Per evitare che i fondi erogati da questa nuova legge non si trasformino nel solito compitino da riportare sul registro elettronico, serve un intervento strutturato, che impatti profondamente sul benessere e sulla formazione dei docenti.
Bisogna andare oltre quell'idea, ancora durissima a morire, che a scuola ci si debba occupare principalmente di far apprendere e - nel migliore dei casi - di “insegnare ad apprendere”, dimenticandosi di quanto sia prioritario anche “insegnare a stare bene". Serve dedicare tempo a queste attività, riuscire a dare tanta importanza al "benessere" quanta se ne dà alla matematica o all'italiano.
La sfida più grande, forse, è farci trovare pronti a rinegoziare i tempi scolastici e valorizzare la preparazione interiore alla pari della preparazione scolastica.